Philosofy
Il prossimo sono io
In sintesi, la campagna “Il prossimo sono io” si basa sui seguenti punti:
• Si registra in Italia, come in Europa, una rinnovata vitalità di vecchie intenzionalità discriminatorie che, per acquisire ulteriore forza, hanno scelto come bersagli le fasce sociali più deboli come i migranti e i rom, per poi spostare la propria attenzione, man mano che acquisiscono forza, su altre fasce sociali, come i disoccupati, i precari, gli omosessuali, i giovani, le donne, ecc.
• L’ondata discriminatoria a cui stiamo assistendo s’inquadra all’interno di un inganno di cui potrebbero essere vittime numerosi cittadini: con la scusa della domanda di maggiore sicurezza si stanno restringendo progressivamente i diritti umani fondamentali, prima delle fasce più deboli, poi gradualmente di tutti. Si passa così dalla violenza razziale ad altre forme di violenza.
•C’è bisogno, quindi, di una grande campagna sociale, politica, culturale, che propugni, a partire dalla non-discriminazione, il superamento della violenza in ogni sua forma. Partendo da una solida intenzione a non subire alcuna violenza, riteniamo assolutamente primario diffondere la consapevolezza della necessità della nonviolenza, sia a livello personale che a livello sociale, sia a livello locale che a livello internazionale.
• Tale campagna prende il nome “Il prossimo sono io” perché se oggi sono i più deboli ad essere vittime della violenza soprattutto discriminatoria ed economica, in un futuro molto vicino, se non facciamo sentire forte la voce della nonviolenza, saremo tutti vittime di tale violenza.
• In questo ampio ambito tematico, ogni iniziativa nonviolenta avrà il suo valore. Tutti, singoli cittadini e comitati, associazioni e partiti politici, organizzazioni sociali e culturali, possono dare il loro contributo, in una rete sempre più ricca di iniziative che faccia sentire forte e chiaro che nulla può essere al di sopra dell’essere umano e nessun essere umano dovrà più essere al di sotto di un altro.


