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"Pigiamata" di protesta
giovedì 21 gennaio ore 12
Piazza della Signoria
Presidio in pigiama davanti a Palazzo Vecchio
per ricordare al Comune che tutti hanno diritto ad un letto:
senza dimora, sgomberati, occupanti
sono persone umane e cittadini
che l'Amministrazione ignora, dimentica
o tormenta in nome della sicurezza.
Come associazioni e cittadini preoccupati dei tanti senza casa e senza tetto della nostra città, oggi siamo in pigiama di fronte al Comune per riportare l’attenzione sui dati di un’emergenza umanitaria inaccettabile in una Firenze che si dice “culla di civiltà”:
più di 500 persone senza fissa dimora vivono per strada, trascinandosi da un luogo all’altro in cerca di riparo, anche in questi giorni di freddo e pioggia
circa 200 richiedenti asilo, profughi da paesi in guerra o perseguitati politici, sono costretti a occupare edifici abbandonati
altre decine di famiglie italiane e straniere trovano nell’occupazione abusiva l’unico modo di realizzare il loro diritto alla casa, altrimenti precluso ai più poveri in un mercato immobiliare proibitivo.
l’ex sanatorio Luzzi a Pratolino è occupato da anni da una comunità multietnica di cui le amministrazioni si ricordano solo per parlare di sgombero
un centinaio di rom rumeni, tra cui neonati e anziani malati, sono stati buttati letteralmente in mezzo ad una strada dopo la “bonifica” dell’area Osmatex nel comune di Sesto, senza che nessuna istituzione pubblica abbia mosso un dito per trovare loro una sistemazione.
L’amministrazione di Firenze non ha mai affrontato con impegno e in modo organico questi problemi, limitandosi a fornire qualche posto letto, riservato ai “buoni”, nelle stagioni più fredde. Anzi, il Comune ha tolto ai “barboni” la possibilità di avere la residenza, costringendoli automaticamente ad una vita da invisibili, senza lavoro e senza diritti.
Nemmeno il freddo polare ha convinto il Sindaco a rispondere ai nostri pressanti appelli per tenere aperte le stazioni di notte o far montare un tendone dove poter accogliere queste persone, come già avviene in altre città, persino quelle governate dalla destra come Roma e Milano.
Si aspetta forse la morte di qualcuno per poter piangere lacrime tardive e finalmente prendersi la responsabilità di un doveroso intervento?
Queste le azioni urgenti che chiediamo al Sindaco e alla Giunta:
- firmare un'ordinanza per l'apertura notturna delle stazioni ferroviarie e mettere in atto altre forme di assistenza;
- attivarsi con il Prefetto per reperire edifici dismessi e inutilizzati dove possano essere accolti temporaneamente , anche di giorno, i tanti senza dimora della città;
- ripristinare la possibilità di assegnare la residenza presso le associazioni.
Chiediamo anche di cessare ogni sgombero che non preveda per gli occupanti soluzioni alternative adeguate e concordate e di accelerare la creazione di una struttura per i richiedenti asilo.
Chiediamo infine per Firenze una vera politica di solidarietà, accoglienza e convivenza civile, che non calpesti nessun diritto in nome della legalità.
Fuori Binario, Mariapia Passigli, Associazione Aurora Onlus, Convergenza delle Culture, Saverio Tommasi, Ornella De Zordo, Associazione Periferie al centro, Movimento di lotta per la casa, Comunità di Base dell’Isolotto, Enzo Mazzi, Piero Colacicchi, OsservAzione, Centro di documentazione Carlo Giuliani, Alessandro Santoro, Comunità di Base delle Piagge, Cantieri Solidali, Fondazione Michelucci, perUnaltracittà, Ornella De Zordo, CPA Firenze sud, l’Altracittà, Sandro Targetti, Cristiano Lucchi
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Convergenza delle Culture si sta riorganizzando
a livello mondiale. Cambia nome (da Centro a Convergenza) ma non
essenza. Perché Convergenza? Perché auspichiamo che le culture
convergano nella stessa direzione: una Nazione Umana Universale.
Nella società attuale la convivenza tra differenti culture è un fatto quotidiano. Lo straordinario di questo momento storico è che si tratta di un momento di mondializzazione dove tutte le culture si avvicinano e si influiscono mutuamente come mai è successo prima.
Non stiamo parlando solamente del fatto che oggi le persone di tutto il pianeta possono essere in comunicazione grazie agli avanzamenti della tecnologia delle comunicazioni, ma che, l'accumulazione storica di fenomeni come il colonialismo e l'imperialismo, l'enorme disparità delle condizioni di vita e di sopravvivenza tra differenti aree del mondo, hanno prodotto i conseguenti movimenti migratori massivi, mostrando la multiculturalità all'interno della quale si continua in modo surreale a considerare i "territori degli stati nazionali" come contenitori chiusi.
Per noi è importante distinguere tra il processo di mondializzazione e la globalizzazione. La globalizzazione non è altro che il comportamento tradizionale che hanno sempre messo in moto i centri Imperiali, come si è ripetuto nella storia, imponendo la loro lingua, abitudini, costumi,alimentazione e tutti i loro codici di comportamento.
Oggi è necessaria la formazione di ambiti dove si possano riscattare le idee, le credenze e gli atteggiamenti umanisti in ogni cultura che al di là di tutte le differenze, si incontrano nel cuore dei differenti popoli ed individui.
Ci riferiamo all'atteggiamento umanista in questi termini:
1- l'ubicazione dell'essere umano come valore e preoccupazione centrale
2- l'affermazione dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani
3- Il riconoscimento della diversità personale e culturale
4- la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di ciò che è accettato o imposto come verità assoluta.
5- l'affermazione della libertà di idee e credenze
6- il rifiuto della violenza
Convergenza delle culture si propone a livello mondiale di
. facilitare e stimolare il dialogo tra le culture
. lottare contro la discriminazione e la violenza
. portare le sue proposte in tutte le latitudini.
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Lo scorso 15 febbraio si sono incontrati a Firenze cittadini immigrati e
immigrate provenienti da tutta Italia, tra essi portavoce di
organizzazioni e singoli individui.
All'ordine del giorno, la discussione sulla necessità di opporre all'onda xenofoba
e discriminatoria seguita ai nuovi provvedimenti dell'attuale governo -
che si sommano alle conseguenze devastanti della Bossi-Fini - una
risposta responsabile e tempestiva che parta dagli stessi immigrati/e.
I partecipanti concordano nell'affermare che questa grave crisi economica
e sociale che colpisce l'intera collettività tocca in modo particolare
lavoratrici e lavoratori immigrati. Oltre a licenziamenti e cassa
integrazione i migranti sentono che la loro scelta di costruire un
futuro in questo Paese corre un serio pericolo, essi infatti rischiano:
- di perdere il permesso di soggiorno perché legato indissolubilmente al contratto di lavoro;
- di perdere l'alloggio non potendo più pagare affitti e mutui;
- di finire nei centri di detenzione e identificazione;
- e infine di venire espulsi, una volta costretti alla clandestinità.
Immigrati
e immigrate affermano che è necessario rilanciare il protagonismo e
l’auto-organizzazione e auto-rappresentanza dei cittadini immigrati
attraverso azioni e iniziative da concordare e mettere in atto in tempi
brevi tra cui:
-riprendere la lotta per la cittadinanza; per il diritto dei figli nati
in Italia ad essere riconosciuti italiani dalla nascita; per il diritto
alla residenza;
-porre all'attenzione della società i problemi derivanti dalla
clandestinità e dall’impossibilità di regolarizzarsi che attentano
direttamente ai diritti fondamentali garantiti dall’art. 2 della
Costituzione italiana;
-una campagna che prevede l’appoggio agli operatori sanitari che
rifiutano i recenti provvedimenti e una raccolta firme locale e
nazionale per chiedere l'abolizione di tutte le norme che costituiscono un attacco specifico ai cittadini immigrati.
L'assemblea
s'impegna a denunciare, in tutte le sedi opportune, la promozione
dell'odio razziale, della xenofobia e del razzismo palesate in queste
norme; propone discussioni pubbliche su quelle emanate in nome della
sicurezza per confutare l'idea diffusa che tutti gli immigrati
indiscriminatamente costituiscano un pericolo.
L'assemblea
propone di iniziare un percorso che, a partire da incontri territoriali
con le varie realtà operanti nel campo dell’immigrazione, confluisca in una grande appuntamento nazionale pubblico da realizzare a Roma il 5 aprile 2009. Sede
dove decidere, in forma assembleare e partecipata, quale organizzazione
o soggetto, quali strumenti e metodologie usare per ottenere il
rispetto dei cittadini immigrati, dei loro diritti e la garanzia di
sicurezza per l'intera società di cui sono una parte importante.
ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI IMMIGRATI A FIRENZE
Ass.
Dhuumcatu (Roma); Ass. UCI (Roma); Ass. FOCSI (Roma); Ass. Bangladesh
(Roma); Comitato Immigrati (Roma); Uai (Como); Sdl intercategoriale;
Ass. Insieme per la pace (Milano); Ass. Todo cambia (Milano); Centro
delle Culture (Milano); Ass. Senegalesi Toscana; Ass. Punto di
partenza; Movimento lotta per la casa (Firenze); Ass. Senegalesi
(Firenze); Ass. El Mastaba (Firenze); Ass. Arcobaleno (Riccione);
Sunugal (Milano); FAT; Studio 3R di mediazione; MFMA Ecuador; Centro
delle Culture (Firenze); Comitato Immigrati (Napoli); Andres Barreto;
Vojslao Stojanovrc (resp. Immigrazione PRC-Torino); Mohamed Badaoui.
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Il Centro delle Culture condanna l’emendamento al Testo Unico
sull’Immigrazione approvato dal Senato e che permette ai medici di
denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture
sanitarie pubbliche.
Secondo il DL 286 del 1998, infatti
«l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in
regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di
segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il
referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».
Non
importa al legislatore che la Costituzione italiana sancisca
l’uguaglianza di tutti i cittadini e tuteli la salute come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettività attraverso cure
gratuite agli indigenti.
Non importa che la Dichiarazione dei
diritti dell’uomo sostenga che ad ogni individuo spettino tutti i
diritti e tutte le libertà enunciate nella dichiarazione, senza
distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione
politica, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di
altra condizione.
Ma se i diritti umani non vengono posti al di
sopra di qualsiasi altro diritto, non si comprende perché esistano
l’organizzazione sociale e lo Stato.
Non è difficile immaginare
le conseguenze di una legge che di fatto impedisce a molti migranti
indigenti di accedere alle cure sanitarie: aumento dell’oppressione, di
rischio reale di morte, la diffusione di malattie e lo sviluppo di un
mercato illegale di prestazioni mediche di basso livello per esseri
umani di “serie B”.
Se da un lato l’immobilismo di gran parte
della popolazione lascia campo libero al manifestarsi di disuguaglianze
e ingiustizie, dall’altro fortunatamente molti operatori sanitari si
sono già espressi contro un simile provvedimento discriminatorio.
Il Centro delle Culture chiede a tutti i medici di esprimere la loro indignazione
con un atto di disubbidienza civile che unisca i valori della
costituzione, quelli della Carta dei diritti dell’uomo e il giuramento
di Ippocrate che recita: “Consapevole dell'importanza e della solennità
dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro: di attenermi
alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana (…); di
curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno (…)
prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità
condizione sociale e ideologia politica; di osservare il segreto su
tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o
intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio
stato”.
Dichiara Gabriele Palloni, responsabile nazionale del Centro delle Culture:
“per
noi una nazione è formata da quanti si identificano in valori simili e
aspirano a un futuro comune, e questo non ha niente a che vedere con
l’idea di razza, né con la lingua, né con la storia. Una nazione può
formarsi oggi, crescere in futuro o scomparire domani e può incorporare
altri insiemi nel proprio progetto.
I regolamenti sui flussi
migratori, i decreti sicurezza, i CPT, i CIE riflettono una visione
dello Stato che si scontra con lo sviluppo della storia, in rapida
trasformazione verso una società multietnica e multiforme. I nostri
governanti si dimostrano ancora una volta incapaci di dialogare, al
punto di voler applicare norme discriminatorie e prevaricanti, leggi
razziali che credevamo scomparse per sempre.
Noi affermiamo con
forza la necessità di integrazione tra le comunità come passo verso la
formazione della nazione umana universale”.
Per informazioni:
Gabriele Palloni
Responsabile nazionale Centro delle Culture
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cell. 339.5495116
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Il Centro delle Culture aderisce all'appello nazionale congiunto di
Medici senza Frontiere, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni e
Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione con cui si esprime
preoccupazione ed allarme per le conseguenze della possibile
approvazione dell'emendamento 39.306 presentato in sede di esame del DDL 733 all'Assemblea del Senato,
volto a sopprimere il comma 5 dell'articolo 35 del Decreto Legislativo
286 del 1998 (Testo Unico sull'immigrazione) che sancisce il divieto di
"segnalazione alle autorità".
Nel documento si auspica che i senatori di qualunque schieramento respingano la citata proposta emendativa
all'art. 35 del Dlgs.286/98 e comunque, nell'incertezza di una
eventuale riformulazione di emendamenti specifici, si chiede che
l'articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella sua attuale
formulazione.
E' possibile aderire all'appello comunicando l'adesione all'indirizzo mail:
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Per informazioni: 06/4486921 - 329/9636533
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